
In passato ho dedicato ampio spazio al tema della strategia per la gestione dei contenuti digitali, arrivando a prevedere come editori e stampatori si sarebbero trasformati da produttori di contenuti a “content provider”, ossia distributori di contenuti. La gamma dei prodotti si è notevolmente ampliata: a quelli stampati si sono affiancati numerosi prodotti digitali consumabili in diverse modalità, dallo smartphone, al tablet, dall’e-reader al portatile, al notebook. I contenuti da distribuire sono i medesimi (o quasi!) ma le forme di distribuzione e di fruizione si sono moltiplicate. Tutto ciò evidenzia come sia ormai impensabile creare, gestire e mantenere processi di comunicazione e di distribuzione efficaci, snelli, flessibili senza adottare un’adeguata strategia per la gestione dei contenuti digitali.
In ogni progetto Lean Six Sigma il punto di partenza è sempre il cliente o l’utente finale. Così, osservando la “User eXperience” (UX), si rileva che l’utente oggi cerca e desidera un’esperienza di fruizione dei contenuti altamente personalizzata, individualizzata, fatta su misura anche per i prodotti editoriali (libro, depliant, catalogo, ...). L’esplosione delle tecnologie che alimentano il mercato del “mobile” ne ha trasformato completamente l’esperienza: la pubblicazione ora è diventata un insieme modulare di contenuti formattati che si adattano dinamicamente ad ogni tipo di device utilizzato dal lettore. Tale trasformazione è il risultato di un cambio di paradigma secolare nel settore della comunicazione e dell’editoria, in cui si passa da un modello di produzione e di distribuzione lineare della pubblicazione ad uno completamente modulare.
Un cambio di paradigma che impone un profondo ripensamento del modello di business e che rende assolutamente indispensabile l’adozione di una strategia per la gestione dei contenuti da applicare anzitutto ai contenuti stessi. La Lean segue un approccio rigoroso, metodico e documentato per agevolare la misurazione delle prestazioni dei processi che si propone di migliorare. Nel caso della strategia per la gestione dei contenuti, l’approccio è identico, portando chiarezza e precisione nei processi decisionali, nell’assegnazione delle responsabilità, nella misurazione dei risultati, nell’assicurare il mantenimento delle prestazioni.
Le condizioni necessarie alla base di una strategia per la gestione dei contenuti sono:
- i contenuti di grande qualità e utilità, coerenti con la linea editoriale, pubblicati con costanza,
- la neutralità dei contenuti rispetto a qualsiasi tipo di formato o tecnologia,
- la pregnanza semantica dei contenuti,
- la compatibilità dei contenuti con ogni loro impiego attuale e futuro.
Le fasi attraverso le quali si elabora la strategia per la gestione dei contenuti sono:
- la valutazione delle aspettative e degli obiettivi dell’editore per tradurle in un inventario che identifichi e definisca le priorità da affrontare;
- avviare un’analisi dei contenuti in relazione ai profili dei clienti-utenti, dei gruppi target, che includa lo studio del potenziale dei mercati, dei processi attuali, delle tecnologie impiegate e delle competenze del personale.
Il primo documento testimonia il desiderio dell’azienda di intraprendere un percorso che va da A a B, illustrando la consapevolezza dell’azienda in merito alla attuale situazione e soprattutto in merito ai nuovi obiettivi di business che si è imposta di raggiungere. Il secondo documento invece offre un’immagine accurata del potenziale di mercato, degli strumenti disponibili, del know-how interno e dei costi necessari per affrontare le varie fasi di trasformazione.
La creazione di questi due “deliverable” fornisce informazioni qualitativamente e quantitativamente sufficienti per elaborare la strategia necessaria ad orientare le azioni di implementazione e di organizzazione. Per quanto riguarda l’implementazione tecnologica è indispensabile prevedere lo sviluppo di una strategia di strutturazione dei contenuti che faccia un largo impiego di modelli e linguaggi standard (XML, RDF) e di automatismi per importare i metadati, per arricchire i contenuti semantici e gestire interi flussi di lavoro. Infine, quanto sin qui sintetizzato dal punto di vista tecnologico ha ripercussioni sul piano organizzativo tali da richiedere l’implementazione di un progetto strategico per la gestione del cambiamento (“change management”): nuove tecnologie e nuovi processi richiedono nuove procedure e soprattutto nuove competenze interne.
La strategia per la gestione dei contenuti, come abbiamo visto, è un percorso a tappe modulari, ciascuna di esse è un modulo costruito sugli altri: nella logica Lean ogni modulo è ripetibile, affinché l’intero percorso sia continuamente migliorabile. Non c’è spazio per l’improvvisazione: senza un’adeguata strategia che guidi l’azienda in questo percorso di trasformazione, sussiste il rischio molto concreto di non ottenere alcun ritorno nell’investimento.
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