Da iTunes al SaaS: piattaforme che democratizzano l’innovazione

Da iTunes al SaaS: piattaforme che democratizzano l’innovazione

Come il passaggio da servizio a piattaforma trasforma la consulenza in un’infrastruttura accessibile, rendendo metodo e processi replicabili, iterabili e apprendibili. 

Quando Apple lanciò iTunes, cambiò il modo in cui la musica veniva distribuita e acquistata: non più album fisici (CD o vinile), ma l'accesso globale ai brani singoli digitali. Di fatto, spostò il controllo da chi possedeva il prodotto a chi progettava l’infrastruttura.

Il passaggio da prodotto a infrastruttura che oggi si registra nel mondo della consulenza attualizza la rivoluzione introdotta da iTunes. Si tratta di una disintermediazione nella quale il valore si sposta da chi eroga il servizio a chi progetta sistemi che lo rendono accessibile e replicabile.

In questo podcast World's Greatest Business Thinkers di Nick Hague, registrato nel 2024, Alexander Osterwalder spiega il pivot di Strategyzer, da azienda di consulenza a software house con una piattaforma SaaS.

Dopo anni di successi, per moltiplicare l’impatto nel mondo del business del suo know-how e della sua competenza, è passato dalla vendita di consulenza tradizionale alla vendita di licenze software.

Alexander Osterwalder, autore del Business Model Canvas e fondatore di Strategyzer, non ha pivotato per evitare di disperdere la qualità del lavoro, ma per modificare la struttura del contenitore: ogni contratto di consulenza era: “x ore × y tariffa = z valore prodotto, consumato ed esaurito.”

Ma la conoscenza e le competenze accumulate da Alex e dal suo team, su come le aziende muoiono per inerzia, su come si testa una value proposition, su come si costruisce un portfolio di innovazione, non si moltiplicavano, non raggiungevano altri che nel mondo affrontavano lo stesso problema.

Il passaggio al software SaaS ha implicato un cambio radicale: un modello di business e un modello di ricavi completamente diversi, che hanno trasformato la conoscenza da servizio a infrastruttura permanente.

Nello stesso momento, nel 2024, Cosimo Panetta e Irene Cassarino hanno seguito la medesima traiettoria di Alex: hanno condensato la loro esperienza decennale di consulenza nella gestione dell’innovazione per grandi clienti in una piattaforma agentica neuro-simbolica.

Dopo oltre un decennio di The Doers, la loro boutique di consulenza sull’innovazione di alto livello, hanno creato Aipermind, una piattaforma SaaS, che usa l’intelligenza artificiale come infrastruttura per moltiplicare e scalare un know-how sull’innovazione che altrimenti non sarebbe stato valorizzato su ampia scala.

Nel caso di Alex, come in quello di Cosimo e Irene, il know-how e le competenze non sono diminuiti nel passaggio alle rispettive piattaforme SaaS, anzi si sono moltiplicati. Grazie ad esse raggiungono molte più aziende di quanto potessero immaginare in passato, lo fanno in minor tempo, con un impatto che la consulenza tradizionale non avrebbe mai raggiunto per il limite strutturale del modello di business e di ricavi.

Inoltre, partendo da una dimensione diversa e più gratificante, la piattaforma non preclude loro la possibilità di continuare a svolgere attività di insegnamento, consulenza di alto livello e conferenze.

La morale è che, quando la competenza raggiunge una certa profondità, il modello consulenziale smette di essere un moltiplicatore e diventa un collo di bottiglia. Chi è davvero bravo, come nel caso di Alex, Irene e Cosimo, non solo se ne accorge in tempo, ma rinuncia alla sicurezza delle tariffe orarie per costruire qualcosa di diverso, per creare un impatto che scala.

Una scelta che allo stesso tempo è più umile e più ambiziosa: più umile, perché accetta che il valore non è nella presenza fisica, ma nell’infrastruttura; e più ambiziosa, perché non contano più (soltanto) le ore vendute, ma le realtà e le persone realmente impattate.

Questo risolve il problema non indifferente che la consulenza nella gestione dei processi di innovazione ad alto livello è esclusiva per natura: tariffe elevate, disponibilità di tempo limitata, accesso riservato a chi dispone di budget. Ne consegue che la conoscenza rimane concentrata laddove le risorse sono già presenti, quindi inaccessibile a tutte le altre realtà.

La piattaforma, invece, inverte questa logica. Vi ricordate la rivoluzione di iTunes? Apple non svalutò la musica, la rese solo raggiungibile a chiunque avesse uno smartphone. Strategyzer e Aipermind, nei rispettivi ambiti di competenza, rendono accessibili metodologie e consulenza di alto livello a realtà che non avrebbero mai potuto permettersele.

Alla fine il valore unitario della vendita è inferiore, ma è ampiamente compensato dal numero delle organizzazioni coinvolte e dalla profondità dell’impatto che scala in un modo che nessun ingaggio consulenziale avrebbe raggiunto. La metrica del successo non è più il tempo fatturato, bensì qualcosa di ben più gratificante come il numero di persone e di organizzazioni coinvolte.

In conclusione, queste piattaforme SaaS fanno risparmiare tempo, guidano attraverso percorsi complessi, restituiscono risultati più oggettivi e permettono di iterare, di approfondire cambiando la natura del lavoro.

Iterare significa approfondire progressivamente la qualità degli output e soprattutto apprendere il percorso mentre lo si utilizza, anche senza possedere a priori tutte le competenze. Queste non vengono bypassate in quanto chi le possiede già amplifica i benefici, ma chi non le ha ottiene risultati e al tempo stesso impara il metodo ed il processo.

Il vantaggio è che queste piattaforme trasformano la consulenza da risorsa esclusiva a capacità diffusa, in altre parole, democratizzano l’innovazione.

Il cartello in vetrina

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