L'etica del purpose per riparare un certo capitalismo
Uno dei meriti del capitalismo, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, è la sua capacità di promuovere una massiccia accelerazione della crescita del reddito che ha notevolmente ridotto la povertà a livello globale.
Al tempo stesso, il suo limite più evidente è la disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, che ha creato il mondo profondamente diviso che conosciamo. Questo spiega come il capitalismo sia legittimamente identificato come fonte di crescente disuguaglianza, degrado ambientale, esclusione sociale, divisione politica e sfiducia.
La buona notizia è che oggi aziende e organizzazioni di qualsiasi dimensione ed in ogni settore hanno il potere di ridisegnare il capitalismo ripensando il purpose (lo scopo) dell'impresa.
“Lo scopo dell'impresa è produrre soluzioni redditizie ai problemi delle persone e del pianeta, non trarre profitto dalla creazione di problemi”, afferma Colin Mayer, professore di management alla Saïd Business School dell'Università di Oxford.
In un numero speciale dell'Oxford Review of Economic Policy dedicato al capitalismo, Mayer, Paul Collier, Diane Coyle e Martin Wolf discutono i benefici associati al nostro sistema economico attuale.
“C'è una crescente opinione che le grandi corporation globali siano psicopatiche nel modo in cui sfruttano le risorse a spese degli altri”, dichiara Mayer. “Questa sfiducia deriva dalla convinzione che per questi organismi sovranazionali, l'unico scopo di esistere sia generare profitto per gli azionisti — una nozione che ha contribuito in modo significativo ai fallimenti del capitalismo.”
Il difetto fondamentale di questa idea è che la misurazione del profitto è cieca rispetto al danno causato dall'abbattimento di foreste, dall'inquinamento dei fiumi, dalle emissioni di CO₂ in grandi quantità e dall'impiego di persone con salari bassissimi nelle varie catene di fornitura”.
Ecco perché ridefinire il concetto di profitto intorno a quello che lo scopo di un'impresa può e dovrebbe essere è un'attività fondamentale. Secondo Colin Mayer, il purpose è: "Produrre soluzioni redditizie ai problemi delle persone e del pianeta, e non trarre profitto dalla creazione di problemi".
Sulla base di questa definizione, le imprese e le organizzazioni devono sforzarsi di aiutare a risolvere problemi per gli individui, le comunità, le società e l'ambiente.
Il profitto deve essere misurato al netto dei costi associati alla correzione, riparazione, mitigazione, compensazione del danno che aziende ed organizzazioni causano alle persone e all'ambiente.
La grande sfida è reinventare l'impresa, ovvero reimmaginare il suo ruolo e il suo impatto all'interno della società e ripensare il modo in cui comprendiamo e misuriamo il profitto.
Se abbinato a una corretta governance dello scopo, questo avrà un effetto profondamente trasformativo sul modo in cui gli imprenditori guidano le loro aziende e risolvono in modo redditizio i problemi del mondo.
